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Musei

Palazzo Alidosi, ora sede del municipio, fu costruito nel XVI secolo e fu la residenza della famiglia Alidosi. L’opera, grandiosa, fu progettata presumibilmente da Bramante e costituisce tutt’oggi il migliore esempio architettonico del Rinascimento fiorentino in Romagna.

Cortile dell Fontane, recentemente restaurato è testimonianza di bellezza e genio estetico, conserva tracce di affreschi e sono ancora ben visibili l’insieme delle fontane in pietra arenaria.

Il maestoso palazzo ospita al suo interno tre musei.

Il museo della guerra, fra i più ricchi dell’Emilia Romagna per numero di reperti posseduti, nato nel 1978 grazie alla volontà di gente comune. I pezzi, rigorosamente catalogati, sono articolati in tre sezioni: la Grande Guerra, la II Guerra Mondiale e l’attività partigiana, e la deportazione del cittadini di Castel del Rio. La collezione di compone di reperti e di documenti quasi interamente donati.

Informazioni tecniche e contatti

Museo della Guerra

 

Il museo del castagno, un’intera esposizione didattica dedicata, appunto, al castagno. Dalle caratteristiche ambientali del territorio, alla storia, strumenti e metodi di produzione di un albero che ha rappresentato nei secoli una risorsa fondamentale per l’economia della vita contadina, e non solo, dell’alta vallata del Santerno.

Animal Tower, del Centro Didattico Ambientale della Fauna Selvatica dell’Alta Valle del Santerno, dove è presente una ricostruzione di ambienti diversi tipici dell’Alta Valle del Santerno: fiume, bosco, giardino domestico, e con essi rocce, alberi, fiori, insetti, rettili, anfibi, pesci, uccelli e mammiferi, con l’aiuto di animali imbalsamati situati nel diorama e in ampie bacheche poster con disegni naturalistici dettagliati schermo con proiezione di foto, video e disegni naturalistici audio con il canto degli uccelli esposti.

Altro monumento simbolo di Castel del Rio è il Ponte, un vero capolavoro di ingegneria civile che si erge sul fiume Santerno da più di 500 anni. Il Ponte Alidosi presenta una struttura a schiena d’asino con un’unica arcata di 42 metri e una freccia di 19 metri. Commissionato da Obizzo Alidosi nel 1499 a mastro Andrea Gurrieri per cinquecento ducati d’oro, il Ponte simboleggia la potenza e la solidità della famiglia, riconquistate dopo un periodo di stagnazione.

 
 
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